Ci sono situazioni in cui mi piacerebbe essere un fantasma, o quanto meno avere un'identità segreta per poter esprimere liberamente il mio parere sulle cose. mi rendo invece conto che più passa il tempo e più i condizionamenti e i veti incrociati crescono. Il più delle volte, limitare o contenere la propria espressione è una forma di "protezione" e di rispetto nei confronti della struttura per cui lavoro. Personalmente, sono totalmente disinteressato sulle possibile ricadute personali legate all'espressione del pensiero. Ma quando si è inseriti in un'organizzazione è secondo me un obbligo ben preciso evitare di danneggiarla con comportamenti non adeguati. ma non avete idea di quante volte mi devo mordere la lingua, in modo figurato, davanti ad alcune cose che vedo o che leggo, perchè ho reazioni istintive per cui afferro il blackberry e comincio a scrivere un commento, poi lettera dopo lettera, mi "quieto" e finisco con il cancellare o desistere. Ma che fatica!!! In questi giorni ce ne sarebbe da scrivere... decine di spunti dai settori più disparati! quando chiudo baracca e burattini con la radio, smetto di fare il dirigente e apro una rivendita di limonata, tiro fuori gli appunti e riprendo gli argomenti più spinosi! o forse cerco un ghost writer nel frattempo! adesso ci penso, intanto scompaio, devo vagare un po' tra il chiaro e lo scuro...
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